Olbia, spiagge libere: ecco il cittadino-sceriffo

Olbia, 23 maggio 2020 – Un protocollo d’intesa con l’associazione Mari di Terranoa (ma non con Federbalneari o con il Sib), regole per le spiagge con concessione, ma soprattutto regole per quelle libere.

Come spiegato dal sindaco Settimo Nizzi in una conferenza stampa, non ci saranno controlli aggiuntivi né sarà attuato il numero chiuso. Toccherà al cittadino rispettare e far rispettare le regole. “Siccome gli agenti non possono essere ovunque per controllare il rispetto delle regole, sta agli stessi cittadini segnalare i casi in cui le norme vengono violate e chiedere l’intervento delle forze dell’ordine”, ha detto Nizzi.

Chi arriva in spiaggia dovrà adeguarsi alla situazione che trova e se non c’è posto dovrà andarsene. Sta al cittadino eventualmente chiamare la polizia locale per segnalare situazioni non in linea con le regole: 10 metri quadri per ogni ombrellone, distanziamento sociale tra le persone di almeno un metro, divieto di assembramento.

Dunque, chi arriva prima meglio alloggia e chi non sta alle regole rischia la una chiamata alle forze dell’ordine.

Considerando i problemi di “prenotazione” delle spiagge degli scorsi anni, è probabile che ci possa essere una recrudescenza di tale fenomeno: a pagarne il prezzo saranno molto probabilmente coloro che non abitano nei quartieri sul mare e tutti coloro che lavorano e non hanno la possibilità di andare al mare alle 6 del mattino. Prepariamoci, dunque, a intere spiagge “prenotate”.

Olbia, spiagge libere: ecco il cittadino-sceriffo

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